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cavalieri dello zodiaco

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Lost canvas, Non so se è l'originale
view post Posted on 1/5/2008, 21:13Quote
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Cavaliere d oro

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1° capitolo

IL SACRO CONFLITTO





Ci fu un tempo nel quale dodici eroi combatterono per la salvaguardia della Dea Athena contro le forze oscure del Signore degli Inferi: Hades.

Da qui nacque la leggenda del Grande Tempio, del suo oracolo e del valore ed il coraggio di questi uomini protetti dalla Dea della Giustizia e conosciuti come:

I Cavalieri dello Zodiaco.



* * * * * * * *



I CAVALIERI D’ORO



La sala era immensa, quel luogo così Sacro destava nel cavaliere dello Scorpione un fascino misterioso e allo stesso tempo un timore derivato dalla magnificenza della sua Dea. Il trono in fondo alla sala era finemente lavorato e dello stesso nobile metallo della sua armatura; tutt’intorno arazzi colore del sangue, come indicazione al valore del sacrificio, rendevano l’atmosfera finemente piacevole.

"Un invito da parte del messale di Athena a tutti noi cavalieri d’oro… deve succedere forse qualcosa di oscuro?"

Si passò una mano nei lunghi capelli violacei, era arrivato da poco Kain, cavaliere dell’ottava casa, presso il Santuario; aveva ricevuto ordine da un messaggero di abbandonare la custodia del suo Tempio per raggiungere le stanze del Grande Sacerdote, colui che fu un tempo il cavaliere d’oro della Bilancia: Dugar di Libra.

Era il primo, ma di li a poco sarebbero giunti tutti gli altri custodi dorati, che lui non conosceva ancora. Nonostante i templi fossero così vicini, ogni cavaliere d’oro era dedito restare tra le mura della propria casa, di fatto, questa casta di guerrieri era per giunta arrivata in Grecia da poco tempo e nessuno conosceva coloro che sarebbero diventati come fratelli.

Kain continuò a guardarsi intorno, alla luce di torce che illuminavano a giorno la grande stanza, sentì uno scricchiolio dietro di se. Egli non si voltò e sorrise; aveva riconosciuto un potente cosmo, ed era sicuramente di un suo compagno.

"Cavaliere dello Scorpione, sei dunque già giunto presso Athena?"

Kain sorrise e si voltò in direzione di quella sagoma che si intravedeva tra la luce del sole che entrava dalle porte dorate del Santuario, riconobbe le fattezze dell’armatura e del suo segno…

"Io sono Kain, cavaliere d’Ariete, custode delle vesti dello Scorpione e colui che presiede all’ottava casa. Immagino che il messaggero che questa mattina è passato dal mio tempio sia giunto anche fino a te, amico."

"Si, cavaliere, l’araldo ha raggiunto anche la prima casa, passando da tutte e dodici. Probabilmente il Grande Sacerdote vuole dirci qualcosa di importante per riunirci tutti qui… comunque, date le circostanze, permettimi di presentarmi: il mio nome è Shion, e come tu hai ben detto, sono cavaliere d’oro d’Ariete."

Si diedero la mano come da tradizione, i loro giovani volti erano colmi di emozioni, seppur avessero il compito di guardiani d’Athena, non potevano nascondersi vicendevolmente il piacere che provarono nel conoscersi.

"Finalmente avrò il piacere di conoscervi tutti, cavaliere."

Kain sorrise, e Shion si levò l’elmo che con sapiente cura tenne nel braccio sinistro, poi aggiunse:

"Anch’io sono in ansia di poter conoscere chi saranno i miei compagni in questo viaggio."

Restarono per un attimo ammutoliti e si ripersero nell’enormità dei loro stessi echi… finchè:

"Cos’è tutto questo silenzio, cavalieri?"

I due si voltarono e videro un terzo cavaliere d’oro, i lunghi capelli biondi che gli cadevano sull’armatura, lo sguardo profondo ed una fragranza particolare… un profumo inebriante… ma soprattutto la voce… quella voce di donna.

I cavalieri rimasero piuttosto sorpresi, ma cercarono di nascondere il loro stato d’animo… in effetti, non si era mai narrato di donne che fossero custodi dorati.

"Cavaliere, rivelati a noi, di modo che possiamo accoglierti in amicizia."

Ella sorrise, capendo l’evidente imbarazzo dei due, nonché il loro interesse.

"Sono Pisces, cavaliere del segno dei Pesci custode dell’ultima casa, la dodicesima, e rasserenatevi, so che può condizionarvi il fatto che io sia una donna, ma vi abituerete, ed io vi dimostrerò di essere degna di tali vesti e soprattutto abile quanto voi!"

Al che il cavaliere dello Scorpione disse sottovoce:

"Che caratterino…"

"Ti ho sentito Kain!"

E tutti e tre risero felicemente, sembrava quasi che il motivo della chiamata, a loro comunque ancora ignoto, non esistesse più. Non erano cavalieri, adesso erano amici, forse uniti dalla stessa preoccupazione… chissà.

Shion, dopo i convenevoli chiese:

"Una curiosità mi assilla Pisces, hai per caso già conosciuto qualche altro cavaliere d’oro qui al Grande Tempio?"

"Voi a parte, naturalmente, ho avuto il piacere di incontrare durante la notte Glacius, custode dell’undicesima casa dell’Acquario… ma nessun altro, anch’io sono curiosa di sapere chi giungerà in questa sala."

D’un tratto.

"Salve cavalieri, dunque non sono il primo ad arrivare qui."

Ecco sulla soglia nuovamente un cavaliere dorato… avrebbero rivisto la stessa scena finchè tutti e dodici non fossero riuniti nella grande sala del trono.

Shion aggiunse.

"Onore a te, cavaliere, quale tempio proteggi qui in Grecia?"

"La decima casa del Capricorno, il mio nome è Lamax e sono felice di conoscervi."

"Anche noi, cavaliere, ora attendiamo l’arrivo degli altri."

Le parole di Pisces non aspettarono molto per trovare l’esito dovuto, si distinguevano molti rumori di passi pesanti sulla scalinata che portava al Santuario.

Kain aggiunse:

"Penso che stavolta stiano arrivando tutti…"

"Vedremo cavaliere."

Ed eccoli! Maestosi cavalieri d’oro erano all’ingresso delle porte dorate, Glacius apriva il corteo, di seguito c’erano Trakis del Sagittario, Tales dei Gemelli, Yago del Cancro, Fulgore del Leone, Askara del Toro, Kharma della Vergine ed entrando per ultimo, con immenso rispetto perché sapeva che il suo maestro era il Grande Sacerdote, Dauko della Bilancia.

Si incontrarono e si conobbero, tutti in attesa di vedere il Messale di Athena e non aspettarono poi molto…

Dalla tenda che sapientemente oscurava la via che da per la scalinata che porta all’Altura delle Stelle, e quindi al cospetto di Athena; uscì il Grande Sacerdote… era splendido e magnificente nell’abito talare da cerimonia, nessuna maschera copriva il suo saggio ma pur sempre giovane volto. I capelli corti, neri davano un ulteriore senso di giovinezza a Dugar, che fu il primo cavaliere ad indossare le sacre vesti della Bilancia prima di Dauko, donatele da Athena ai Cinque Picchi.

Si inginocchiarono tutti insieme, provocando un sordo rumore all’interno del salone… il Grande Sacerdote parlò solo alla fine degli echi che essi avevano creato nel prostrarsi a lui e quindi alla Dea.

"Cavalieri d’oro, Athena vi ha convocati al suo cospetto per una ragione molto grave…"

La sua voce era forte come un tuono, le sue parole avrebbero condotto chi lo ascoltava dovunque egli avesse voluto; era molto stimato in Grecia, e le sue gesta avevano fatto il giro dell’Ellade.

Nonostante il tono austero, Dugar era un uomo come tanti, ma soprattutto era benevolo, aiutava chiunque potesse e allo stesso tempo con la stessa passione reggeva il mondo greco e la responsabilità di Oracolo della Giustizia.

I cavalieri, all’udire di queste prime parole prestarono la massima attenzione, nei volti stupefatti dei custodi dorati c’era un’evidente espressione di curiosità e timore. Dugar in fine continuò:

"… Il sigillo che impedisce a Hades, Signore degli Inferi, di tornare in vita è quasi spezzato, se dovesse cadere tornerebbe nella dimensione a noi conosciuta e dove viviamo… e non ci sarebbe più pace e forse… non ci sarebbe più nulla."

I cavalieri alzarono il capo, in tutti si leggeva l’espressione di quasi paura, non si sa se fosse per le parole di Dugar, o se per l’imminenza di un fatto che poteva portare anche alla fine dei giorni. Fatto sta che Lamax del Capricorno chiese:

"Grande Sacerdote, se questo sigillo venisse richiuso, si potrebbe evitare tutto questo?"

"Si cavaliere, lo si eviterebbe."

"Ed allora basta andare dov’è il sigillo e nuovamente apporlo per fermare gli eventi"

Il Messale di Athena accennò ad un ironico sorriso…

"Magari fosse così semplice, Lamax, Hades apparirà solo al cadere di questo sacro simbolo, ma i suoi generali ed i suoi eserciti sono già al di fuori di esso… dovrete combattere cavalieri."

Shion si alzò, dimenticandosi delle regole che la tradizione imponeva, ma Dugar, capito il suo stato d’animo, non vi badò… e chiese:

"Contro chi combatteremo, Grande Sacerdote?"

"I nemici che vi aspettano sono cavalieri decaduti che hanno avuto salva la vita dalla bocca di Ade giurando fedeltà ad Hades. Hanno armature come le vostre, ma nere brillanti tipiche del mondo dell’aldilà, si chiamano Spectre e le loro vesti sono le Surplice, che donano loro il potere di andare e tornare dal mondo della morte e che riservano poteri simili a quelli che voi possedete."

Pisces si alzò anch’essa ed urlò:

"Li sconfiggeremo Oracolo di Athena!"

Ma Dugar alzò una mano in sua direzione e disse:

"Placa la tua foga Pisces, gli Spectre non sono avversari facili da battere e anche se riusciste nell’impresa, sareste pronti a combattere contro un Dio?"

Tutti restarono ammutoliti… come si poteva contrastare un Dio? Come avrebbero… osato… attaccare un’entità divina?

Dugar li rincuorò:

"Sappiate che nel momento nel quale avrete più bisogno, Athena sarà al vostro fianco in battaglia, sappiate che quando starete per soccombere, la nostra Dea vi rialzerà da terra… cavalieri, il cammino sarà irto di pericoli e probabilmente non ci sarà tempo per voi di rivedere la Grecia… e me ne dispiace, anch’io forse avrò vita breve, ma credo nel Fato che Athena mi riserva."

Sembravano parole annunciatrici di morte sicura, chissà se il Grande Sacerdote credeva veramente nelle parole che diceva o se la Dea stessa gli aveva preannunciato gli avvenimenti.

"Saremo in grado di contrastare i nemici Grande Sacerdote, tutti insieme… in un’unica forza."

Le parole di Dauko avevano toccato tutti i santi dorati, che ora più che mai, nonostante si fossero appena conosciuti in un unico destino, si sentivano legati gli uni agli altri.

"Si Dauko, lo farete."

I Cavalieri dorati si alzarono in attesa di prendere congedo, Dugar quindi disse:

"Non so chi tornerà al Grande Tempio di voi, e mi dispiace dirvi questo… ma dovete essere consci del fatto che non siete onnipotenti ma umani. Ricordatevi l’umiltà e la passione per la vostra Dea, ed ella vi accoglierà tra le braccia dell’Olimpo. Athena confida nei suoi paladini, e so che voi non la deluderete."

Fece una breve pausa e proseguì:

"Andate alle vostre case cavalieri, godetevi quest’ultima notte, poiché gli eventi cominceranno presto… molto presto."

Tutti annuirono ed uscirono dal grande salone del Santuario. Il Grande Sacerdote si sedette sul trono in attesa… in attesa di qualcosa…

Shion dell’Ariete, a capo dei cavalieri che stavano raggiungendo la casa di Pisces disse:

"Cavalieri, dobbiamo elaborare una strategia, dobbiamo essere pronti e non farci trovare impreparati combattendo a casaccio… riuniamoci in un tempio, secondo me è l’idea migliore."

Kharma, cavaliere della Vergine aggiunse:

"Mi sembra giusto amici, il tempio di Pisces è il più vicino, se il cavaliere ci da il suo permesso, potremmo discuterne insieme."

"Nessun problema Kharma, la mia casa è a pochi passi, entrate ed accomodatevi nell’antro del mio giardino, se riuscite a sopportare il profumo di rose…"

Pisces lo disse con un sorriso. Evidentemente voleva cercare di smorzare un poco la tensione che poteva perfettamente distinguere nei loro cosmi… e nel suo compreso.

"E sia dunque, al tempio di Pisces!"

Yago era una persona molto schietta, ma nobile, di animo semplice. Il cavaliere del Cancro comunque, in battaglia era fortissimo… e tutti avrebbero avuto modo di constatarne le abilità in un futuro poco distante.

Fecero passare il cavaliere della dodicesima casa davanti, non era ammissibile che qualcuno entrasse in un tempio prima del suo custode. Pisces con un ampio gesto del braccio, invitò i cavalieri d’oro ad entrare in un antro della montagna che era stato trasformato con delicatezza in un giardino meraviglioso illuminato da torce disposte in modo che la luce riflettesse sugli enormi e dorati specchi tutt’intorno.

Si sedettero in cerchio su di una enorme panca circolare ricavata dal marmo stesso. Il primo a parlare fu Dauko della Bilancia.

"Cavalieri, stiamo per affrontare una sfida dalle proporzioni a quanto pare, a noi sconosciute… penso sarà molto difficile reggere il peso della custodia della Dea Athena; da quanto detto dal Grande Sacerdote, poi, sembrerebbero nemici letali e potenti… che fare?"

"Di certo dovremo adempire al nostro dovere di cavalieri, amici! Chiunque sia chi voglia intaccare la Giustizia intesa come valore e come nostra guida, subirà l’ira dei custodi d’oro."

Le parole di Askara, cavaliere del Toro erano dirette, ed aveva ragione, ma fino ad allora, i pericoli che si erano creati al Grande Tempio erano ben misera cosa in confronto alla previsione di Dugar.

"Hai ragione Askara, il punto forse è che ci stiamo preoccupando per nulla, senza conoscere i nostri avversari è come se temessimo il buio… quindi non si ha paura dell’oscurità, ma dell’ignoto. Dopo il primo scontro le cose andranno meglio cavalieri!"

"Forse il tuo discorso non è del tutto errato Fulgore, alla fine siamo sempre cavalieri d’oro, la più alta casta che esista nell’ordine dei custodi degli Dei… comunque, permettimi di non essere tranquillo."

"Per quale motivo Tales?"

"Per il semplice fatto che Dugar stesso ha detto che forse cadremo in battaglia… vi pare poco?"

"Il cavaliere dei Gemelli ha ragione, dovremo essere pronti al sacrificio ultimo… e quanti di noi lo sono in effetti?"

"Cosa insinui Glacius?"

"Siamo giovani, Trakis, siamo giovani…"

Il cavaliere del Sagittario rispose:

"..e con questo? Quanto ci siamo allenati per divenire cavalieri d’oro? Quanti sacrifici abbiamo sostenuto per il possesso di tale merito e vestigia?"

"Stai confondendo le mie parole, Trakis, il mio essere giovani vuol dire essere senza esperienza… l’unico di noi che ha veramente sostenuto una vera battaglia è il cavaliere più anziano qui: Tales dei Gemelli."

Al che Tales prese la parola:

"Lasciate perdere, non vuol dire che chi ha già combattuto sia più o meno valoroso in battaglia… il pericolo che corriamo è uguale per tutti noi."

"Si, Glacius, Tales ha ragione… tutti noi corriamo dei rischi e quei rischi sono in egual modo gli stessi. Che vogliamo fare?"

"Cavaliere del Capricorno, tu cosa dici in merito?"

Lamax era rimasto intento ad ascoltare, non aveva proferito parola, era solito fare così, data comunque la sua saggezza.

"Combatteremo amici, combatteremo anche fino alla morte, per questo siamo su questa terra… le stelle hanno segnato il nostro destino; le stelle ci diranno come comportarci… è inutile disquisire su argomenti che non portano a nulla."

"Cosa intendi Lamax?"

"Vedi Pisces, il fatto è che potremmo stare qui a parlarne anche per giorni… senza cavare un ragno dal buco! Non serve elaborare strategie di guerra, se non conosciamo il nemico. Quando si presenteranno al nostro cospetto ci difenderemo con l’amore e la devozione verso Athena, e vinceremo."

"Sono d’accordo con Lamax, cavalieri, se avvertiremo un cosmo ostile ci raduneremo in quel preciso punto immediatamente e pronti alla lotta."

Shion si era alzato in piedi dicendo questo, invitando subliminalmente gli altri a fare lo stesso… e così fecero.

"Torniamo ai nostri templi cavalieri, che Athena ci assista in questa notte, e non domandatevi altro… vivremo ciò che gli Dei ci daranno."

Si mossero dunque tutti dalla dodicesima casa, ognuno tornò al proprio tempio… anche Kain dello Scorpione che nella discussione era rimasto assorto da qualcosa.

Scendendo le scalinate che portano alle varie case, Dauko, che era vicino allo stesso Kain chiese:

"Cavaliere, ti ho visto assorto durante la discussione nella dodicesima casa… qualcosa ti turba?"

"No Dauko, dovete scusarmi, forse la tensione mi ha fatto notare per un secondo un cosmo ostile… come se si fosse aperta la dimensione che conosciamo per un attimo… ma è solo una sensazione… scusatemi."

"Fa nulla Kain, riposati ora, tutti noi ne abbiamo bisogno."

"Certo, grazie Dauko."

Ma il cavaliere dello Scorpione si rifece cupo in volto dopo che il custode della Bilancia proseguì verso il suo tempio…

"Eppure mi sembra strano…"





NEL SANTUARIO

Dugar era seduto sul trono, gli occhi erano chiusi ma la mente vigile… in fondo alla sala, per un attimo, una piccola nube nera si era materializzata, rivelando all’interno due bagliori grandi come le fessure degli occhi… e tali furono.

"Ti stavo aspettando…"

"Già una volta mi sconfiggesti, ma ora siamo io e te soltanto, i tuoi custodi dorati sono nei loro templi, cosa ti fa pensare che la mia vendetta ora non possa essere gustata?"

"Nulla cavaliere… mi spiace solo che tu abbia giurato fedeltà ad Hades e non abbia accettato la sconfitta per il possesso dell’armatura della Bilancia:"

"Taci miserabile!, io ero il predestinato ad indossare tale vesti… e tu… tu invece eri il preferito agli occhi del maestro! Io sarei stato cavaliere d’oro mille volte più valoroso di te in battaglia!"

"Ciò che nutri nei miei confronti è ingiusto, ti ho sconfitto in duello… ma se il rancore che provi nei miei confronti è così grande… allora combatterò come vuoi… Rhadamantis."

Lo Spectre uscì dall’ombra, rivelando una magnifica armatura oscura, ma brillante… nera… nera come il regno di Hades. Lui era Rhadamantis, il compagno di addestramento di Dugar, una volta devoto ad Athena ed ora pervaso dall’inumano soffio del regno dell’Ade.

Dugar si alzò in piedi, gli occhi cominciarono a brillargli, sapeva bene che Rhadamantis conosceva le sue tecniche, ma doveva giocare il tutto per tutto, doveva comunque tenergli testa… era sereno nell’animo… sapeva ora che il cavaliere che aveva di fronte avrebbe decretato l’inizio di tutto… ma anche la sua fine…

"E dunque sia lotta cavaliere! Avrei preferito incontrarti nei Campi Elisi in amicizia, ma la tua presenza qui è del tutto fuori luogo."

"Non perderti in chiacchiere Dugar, sono qui a dimostrarti chi di noi è il più forte! Avanti fatti sotto!"

"Colpo dei Cento Draghi!"

Il colpo di Dugar parti alla volta di Rhadamantis che..

"Grande Guardiano!"

Il Grande Guardiano era un colpo spettacolare, riusciva ad assorbire il colpo ricevuto, riscagliandolo potenziato a chi l’aveva lanciato… stessa sorte tocco a Dugar, che venne scaraventato a terra ferito.

"Non puoi pensare di battermi per due motivi Dugar: primo, io conosco tutte le tue tecniche, secondo sei privo di armatura… come intendi affrontarmi ora?"

"Non importa a quale sorte sono destinato, mi batterò fino alla morte se necessario!"

"Perché così sarà cavaliere… Furore di Wyburn!"

Rhadamantis scagliò un colpo potentissimo, un turbine di polvere cosmica simile ad un vortice s’abbatté sul Grande Sacerdote, il quale non poté far nulla per evitarlo e questa volta cadde in fin di vita a terra.

Rhadamantis si avvicinò, e si sedette vicino al suo corpo agonizzante…

"Vedi Dugar… vedi cosa ti è costato l’avermi privato della mia giusta ricompensa per anni di addestramento?… Athena… sbagliavo a fidarmi di lei, Hades è il vero Dio, Hades ha il controllo del mondo intero, sia esso in questa dimensione che nella morte. Se tanto ami la tua Dea… chiedile di farti risorgere… avanti…"

Con un filo di voce, Dugar cercò di dire qualcosa, ma il colpo portato dallo Spectre era stato troppo potente e mortale, le sue energie stavano abbandonando il suo corpo, il suo corpo stava cessando di essere custodia della sua anima…smise di sforzarsi, accettò il verdetto divino… l’unica cosa che fece fu un labile sorriso… e spirò.

"Non so se questo tuo sorriso sia dettato dall’ironia della sorte o dal fatto che le tue sofferenze siano finite Dugar, ma anch’io ho una missione da compiere, e la porterò in fondo."

Detto questo una nuova nube si aprì dal nulla e Rhadamantis ci ritornò dentro.

"Tornerò con gli altri Spectre per mettere fine a questo mondo… nel nome del vero ed unico Dio…"

ALLA SETTIMA CASA

"Le parole di Kain mi recano turbamento… che sia successo qualcosa veramente?… il mio dovere mi impone di andare a controllare, il mio maestro saprà ancora una volta indicarmi la via."

Dauko si avviò verso il Santuario, ed avvertì anch’esso quel secondo di cosmo ostile che prima anche Kain aveva perfettamente percepito.

"Allora c’è veramente qualcuno, devo affrettarmi."

La preoccupazione si fece fortissima, non si sa come gli tornarono in mente le parole del suo maestro riguardo alla sua fine…"forse anch’io avrò vita breve"… che siano state parole veritiere, il fatto è che Dauko ora correva, correva più forte che poteva.

Arrivato all’ingresso del Santuario, fece appena in tempo a vedere una piccola nube nera dissolversi nel nulla.

La sala era semi illuminata, vicino al trono del Sacerdote, egli vide ciò che il suo cuore sentiva ma che la sua mente si rifiutava di fargli credere.

"Maestro!"

Corse presso la sua salma ormai priva della linfa vitale, ed esplose in un pianto di disperazione, singhiozzava come un bimbo nel vedere l’immagine di colui che fu il suo addestratore ma non solo… Dugar infatti l’aveva cresciuto prendendosene cura fin da quando fu ritrovato presso la cascata dei Cinque Picchi, quando egli era ancora cavaliere della Bilancia.

"Maestro.. chi… chi ha fatto questo? Chi può avervi ridotto così.. chi è l’assassino?"

Le sue mani erano strette e chiuse a pugno… la rabbia si era completamente impadronita di lui… forse nessuno ora l’avrebbe mai sconfitto.

Dall’enorme entrata un altro cavaliere d’oro era accorso sentendo il cosmo di Dauko. Era notte fonda, le stelle erano silenti quella notte.

Shion si avvicinò, gli porse una mano sulla spalla e non disse nulla… restarono ancora un po’ così, Dauko con in braccio il corpo di Dugar, e Shion vicino a loro.

Finchè Dauko guardò il cavaliere d’Ariete, con gli occhi lucidi ma non più rigati dal pianto e disse:

"Shion, tu hai il dono della telecinesi… portaci ai Cinque Picchi… ora."

"Lo farò cavaliere… lo farò."

Si teletrasportarono nella landa cinese, e qui, Dauko lasciò cadere il corpo di Dugar nella cascata del Dragone, s’inginocchiò e pregò; poi si rialzò da terra, guardò Shion che capì e ritornarono in Grecia, al Santuario.

"La pagheranno con la vita Shion!"

"Non preoccuparti Dauko, Giustizia sarà fatta… in nome di Athena, te lo prometto."

E la luna, che sembrava non essere toccata minimamente dall’accaduto continuava a brillare ed illuminare i due, seduti sull’entrata della stanza del Trono. Nonostante sembrasse giorno, fu la notte più cupa che le generazioni ricordino… ma dall’alto dell’Olimpo, Dugar, al cospetto finalmente dei suoi compagni e della sua Dea, ed ora che conosceva ciò che il destino avrebbe elargito a quei cavalieri, sorrise….

Dauko, d’impulso tese una mano verso la luna, Shion in silenzio lo osservava.

Nessuno dei due sapeva che il suo vecchio maestro quella mano ora la stringeva sul suo cuore.


2° capitolo

GLI SPECTRE DI HADES



Il sole stava sorgendo come da consuetudine sulle lande Elleniche e sul Grande Tempio. I cavalieri d’oro si trovavano al Santuario, erano tutti giunti presso la sala del trono, ed appresa la notizia della scomparsa di Dugar, si strinsero intorno a Dauko.

Avevano buoni ricordi del Grande Sacerdote, nessuno mai sarebbe stato in grado di rimpiazzarlo, nessuno mai… finché questa guerra non fosse finita.

Nessuno proferì parola fino a che il sole non fosse uscito del tutto dai monti dell’Ellade; questa era la tradizione per la perdita di un maestro

Shion non aveva smesso un attimo di restare accanto a Dauko… nessuno di loro sapeva ancora che il destino li avrebbe uniti come fratelli.

Il cavaliere della Bilancia si girò verso gli altri, ed accennò ad un sorriso… voleva forse far intendere ai suoi compagni di non preoccuparsi più per lui, e così loro intesero.

L’aria ancora fresca del mattino entrava come una carezza all’interno del Santuario, tutti godevano di quel refrigerio in quella giornata d’estate… Dauko quindi, dopo aver profondamente sospirato, si rivolse ai cavalieri d’oro:

"Cavalieri, vi ringrazio per essermi stati così vicini in queste ore, ma avverto nel mio cuore che il mio maestro non vuole che io, e noi, ci perdiamo d’animo; egli stesso aveva predetto gli eventi, ed io voglio ricordarvi altre sue parole di cui ora ho compreso il vero significato: "Quando avremo più bisogno, Athena sarà con noi"… un cavaliere di Hades è stato la scintilla, è entrato qui ed ha portato con se parte della nostra esistenza uccidendo Dugar. Ma è proprio adesso che dobbiamo dimostrare alla nostra Dea di essere all’altezza del compito che ci ha assegnato. Ora cavalieri, siamo di nuovo guerrieri, non dimentichiamocelo."

IL discorso aveva positivamente colpito tutti i presenti, ed essi gioivano nel vedere il cavaliere della Bilancia così determinato, Yago del Cancro quindi disse:

"Sagge parole le tue, Dauko, ora è il momento di contrattaccare, ora è il momento di sapere la verità… ho pensato molto alle parole di Dugar… ed ho raggiunto una idea non male."

"Esponici le tue parole, cavaliere"

"Ecco qui Askara, io e Kharma abbiamo la facoltà di andare e venire nel mondo dell’Ade, vorrei fare da "spia" per potervi dire contro chi abbiamo a che fare, dove sono, quanti sono, ed altre informazioni comunque necessarie per non tentare un attacco suicida, ma mirato. Se ho ben capito, non c’è bisogno di entrare nel vero mondo della morte, cioè, come cadere dentro alla bocca di Ade, dove Kharma può tranquillamente andare; ma nell’anti inferno, nelle pianure desolate dell’Oblio. Quindi vi propongo questo: lasciatemi andare in avanscoperta tornerò qui fra un’ora esatta cercando di rubare più informazioni possibili."

"Si Yago, fai pure, mi sembra un ottima idea… ma stai attento, te ne prego, e se ne avessi bisogno fuggi dal mondo dell’Ade e torna subito al Grande Tempio, noi ti forniremo il supporto di cui hai bisogno."

"Lo farò Tales, non preoccupatevi, tornerò presto."

Detto questo si salutarono velocemente ed il cavaliere della quarta casa sparì grazie ai suoi poteri, e si teletrasportò nel mondo della Morte; ciò che vide fu allucinante.

NEL REGNO DI ADE

Si nascose dietro una sporgenza che dava su di una vallata. C’erano molti cavalieri, tutti con delle armature nere brillanti, erano disposti a schiera ed ascoltavano un discorso di un altro cavaliere, molto maestoso, con un armatura dalle lunghe e possenti ali.

"Spectre di Hades, la battaglia avrà inizio tra poco, preparatevi e gioite! Come sapete i nostri unici rivali sono i cavalieri d’oro devoti ad Athena, devoti a quella Dea inferiore che ha segregato nel Limbo il nostro unico e vero Dio. Nell’attesa che il sigillo si rompa del tutto, dobbiamo preparargli la via per la distruzione del mondo, di modo che il nostro esercito sia l’unico esistente e di modo che Hades possa combattere contro Zeus per il possesso dell’Olimpo. Una volta che avrà raggiunto il suo scopo, ricreerà un nuovo mondo dettato dalle sue leggi, e noi lo governeremo con lui. Nel mondo della morte è già arrivato la più importante figura della Grecia, caduto per mano mia… Dugar della Bilancia, Grande Sacerdote, ha incontrato la sua fine, ed ora i cavalieri d’oro sono soli e facili bersagli… gioite quindi, il tempo della vittoria è vicino!"

Quelle parole colpirono Yago al cuore, adesso vedeva l’assassino di Dugar… ed il suo nome era inneggiato a gran voce dai cavalieri inginocchiati al suo cospetto:

"Rhadamantis"

"Dunque il suo nome è Rhadamantis… bene, subirà la stessa sorte che ha riservato al maestro di Dauko…"

Lo Spectre continuò:

"Fra poco tempo, i due seguaci più potenti di Hades usciranno dalla loro sede, essendo essi semidei, non hanno bisogno che il sigillo si rompa del tutto per manifestarsi. Hypnos e Thanatos, messaggeri del Dio della morte saranno presto fra noi, ed allora attaccheremo la Grecia!"

Yago pensò:

"Hypnos e Thanatos? Semidei?… cosa intende Rhadamantis? Esistono forse cavalieri tra la normalità e la divinità?… devo avvertire gli altri."

Pensato questo tra se e se si girò e fece qualche passo… finché…

"E tu chi sei cavaliere?"

Yago si voltò e scoprì davanti a se un cavaliere oscuro… uno Spectre che lo fissava con enormi occhi q uasi deformi.

"Sei forse già morto per essere nel regno di Ade?"

"No cavaliere, sono Yago del Cancro, custode dorato devoto ad Athena, e tu, stai per conoscere la vera morte…"

"Io invece sono Zelos della Rana, dovrei avvisare Rhadamantis, ma prima mi divertirò a toglierti di mezzo."

"Sono a tua completa disposizione cavaliere… avanti, fatti sotto."

"Appendice mortale!"

Dalle mani di Zelos uscì come un lembo di carne che letteralmente avvolse Yago, facendolo cadere a terra ricoperto da quella che sembrava carne.

"Il mio colpo è letale cavaliere… morirai in una lenta agonia… soffocato!"

Zelos si voltò e cominciò ad allontanarsi sogghignando, quando…

"Cosa succede?"

Il cavaliere del Cancro era in piedi… la sua aura era concentrata e caricata al massimo, tanto che disse:

"Ho battuto nemici che avrebbero potuto spazzarti via con un dito, e tu, miserabile, vorresti battere un cavaliere d’oro?"

Si liberò quindi dell’appendice carnosa che lo racchiudeva, facendola letteralmente esplodere; l’urto era talmente potente che Zelos fini scaraventato a terra. Yago gli fu subito sopra, lo prese con una mano e lo sollevò da terra, si precipitò alla bocca di Ade ed aggiunse:

"Porta i miei saluti ad Hades, digli che Athena avrà la meglio anche questa volta… addio cavaliere!"

E lo scagliò con rabbia nell’Oblio senza fine,e mentre il grido di disperazione di Zelos si affievoliva, Yago decise di tornare immediatamente al Grande Tempio, e così fece.

Ma un secondo dopo la sua dipartita, Rhadamantis apparve proprio sul punto dove il cavaliere del Cancro aveva ucciso Zelos…

"Sono arrivato tardi… ho sentito l’espandersi di un cosmo dorato poco fa, ho sbagliato la mia preda di qualche attimo… ma pazienza… Zelos era tra i più deboli servitori, e la sua morte non verrà rimpianta da nessuno, quanto al cavaliere d’oro… la pagherà con la vita tra non molto."

IN TERRA DI GRECIA

Yago riapparse prima del tempo predetto al Santuario, trovò tutti i cavalieri che lo aspettavano, trepidanti per sapere cosa avesse esso visto… anche se il volto del cavaliere del Cancro era visibilmente provato.

"Raccontaci che cosa hanno visto i tuoi occhi Yago"

La curiosità era ben distinguibile su tutti i volti dei cavalieri, alla domanda di Lamax, il cavaliere della quarta casa rispose con un pizzico di timore:

"Ho visto un esercito formato da molti cavalieri decaduti, ma uno su tutti spiccava la in mezzo: il suo nome è Rhadamantis. Egli teneva un discorso sul ritorno di Hades, ha anche nominato due semidei di nome Hypnos e Thanatos, ed attaccheranno al loro risveglio."

"Semidei? Che cosa sono dei Semidei?"

"Vedi Pisces, credo che intendano reincarnazioni di Dei minori… nella leggenda Hypnos è il dio del sonno e Thanatos quello della morte. Ma il fatto che non siano divinità vere e proprie un po’ mi rincuora, avendo corpi mortali vuol dire che possono essere sconfitti."

Pisces allora si alzò in piedi, e con tono preoccupato e fermo disse:

"Ne sono cosciente Yago, ma restano pur sempre cavalieri a noi superiori non credi? È come se Athena si reincarnasse ad esempio in me… credo che le mie capacità miste ad un animo divino, mi permetterebbero cose che non riesco nemmeno ad immaginare"

"E’ esatto, ma il tuo corpo resta pur sempre mortale, quindi è sia la custodia dello spirito divino, sia ad esso un impedimento… essendo fatto di materia. E’ altresì vero che lo spirito non può essere ucciso, ma il corpo si. Ecco dunque il perché della mia speranza."

Pisces allora si risedette a terra, era anch’essa ora meno preoccupata, così come tutti, poi Shion aggiunse:

"Che altro ci puoi dire a riguardo Yago?"

"Che sarà una battaglia difficile… sono stato scoperto da uno Spectre di nome Zelos della Rana, ho dovuto combattere e con facilità ho avuto la meglio; ma credo che egli sia solo un piccolo guardiano al cospetto di un esercito e di cavalieri superiori… uno di questi, Rhadamantis, ha affermato di aver ucciso Dugar… mi spiace Dauko."

"Cosa? Rhadamantis? Rhadamantis di Wyburn?"

Dauko si alzò di scatto in piedi, al suo gesto, Shion e Glacius lo invitarono alla calma… ma Dauko sembrava rapito da antiche emozioni.

"Che ti succede cavaliere?"

"Kain, Rhadamantis di Wyburn era compagno di addestramento di Dugar per la conquista dell’armatura della Bilancia… il mio maestro me ne aveva parlato molto tempo fa. Lo sconfisse in duello ed ebbe la custodia delle sacre vestigia, di Rhadamantis non se ne seppe più nulla. Ora mi è chiaro il perché della sconfitta del nostro Grande Sacerdote, seppur privo di armatura, Rhadamantis conosceva a fondo le sue tecniche, anche se affinate col tempo. Dobbiamo fare attenzione, combattendo contro quello Spectre è come se avessimo di fronte un cavaliere a d’oro noi pari!"

"Le tue affermazioni sono gravi, cavaliere, dovremmo quindi essere concentrati al massimo per battere i nostri nemici"

"Si Lamax, dovremmo stare con gli occhi aperti."

Ci fu un momento di silenzio nell’antro della grande sala del Santuario, era ancora mattino, e c’era ancora quell’aria che dava, con le sue carezze, motivo di benessere ai santi dorati. Il sole era ormai alto, Shion si perdeva con lo sguardo in quella palla infuocata che sembrava dover cadere sulla terra, Fulgore passeggiava nervosamente per la sala, seguito con lo sguardo da Glacius. Askara e Kharma erano seduti a meditare… a cercare di meditare. Yago disquisiva ancora con Dauko sulla gravità degli eventi. Trakis del Sagittario e Tales dei Gemelli erano in piedi, ognuno appoggiato ad una colonna che dava sull’altra… finché:

"Cavalieri, dobbiamo attaccare!"

"Che dici Kain? Quali motivazioni ti spingono a tale affermazione?"

"Pisces, le parole di Yago sono state illuminanti a riguardo, riflettete! Ha battuto uno Spectre con esigua facilità, ha parlato di un altro cavaliere molto forte, ma di uno soltanto… i Semidei che aspettano potrebbero anche non materializzarsi se riusciamo a raggiungere il Sacro Sigillo, cosi come Hades… dobbiamo provare!"

Yago intervenne:

"Mi spiace Kain, ma sono altre le cose di cui dobbiamo tener conto; è vero, ho battuto uno Spectre senza nemmeno impegnarmi, ma chi ci assicura che non ci siano altri guerrieri come Rhadamantis?"

"No Yago, forse l’impulsivo Kain stavolta ha ragione. Dovremo comunque combattere, il fatto sta di decidere quando… o aspettiamo che loro si rinforzino e vengano qui, o cerchiamo di attaccarli ora, che sono senza Dio e senza i loro Semidei!"

"Tales ha ragione cavalieri, dovremo affrontarli, facciamolo ora! Prepariamoci alla battaglia è inutile indugiare oltre o attendere il correre degli eventi!"

"Glacius, penso che l’idea di Tales sia giusta, voi cosa dite cavalieri?"

"Si Fulgore, io sono con voi… il destino vuole che combattiamo, ricordiamoci anche di Dugar."

"Hai ragione Trakis! Yago, Kharma ci porterete nel mondo di Ade e li comincerà il conflitto, dovremo sbrigarci a raggiungere il Sacro Sigillo ed invocare la Dea per riapporlo… finché Hypnos, Thanatos e Hades stesso non potranno materializzarsi, abbiamo il tempo dalla nostra parte. In più l’armatura della Dea Athena verrà con noi, per chiudere nuovamente il simbolo che tiene prigioniero il Dio degli Inferi ne avremo bisogno."

"E sia allora Shion, tutti insieme ci uniremo per sconfiggere la minaccia degli inferi!"

Si riunirono a cerchio dopo le parole di Dauko, si diedero la mano tutti insieme e si guardarono negli occhi… in quegl’occhi pieni di emozioni, pieni di vita e con la voglia di dimostrare a loro stessi e alla loro Dea, la più totale devozione e passione.

Kharma e Yago si concentrarono, e teletrasportarono i santi dorati in Ade… rimase solo quel vento fresco al santuario che insistentemente coccolava le fredde mura grigie delle dodici case e del Santuario stesso, ora come un amante disperato che cerca l’amata questo zefiro leggero spirava in tutti i templi… chissà chi avrebbe di nuovo accarezzato nel tempo a venire, chissà quali volti avrebbe riconosciuto…chissà.


3° capitolo

L’INIZIO DELLA BATTAGLIA



Una landa desolata, fatta di semi spiriti umani che camminavano verso la bocca di Ade in cerca forse della fine alle loro sofferenze… o incoscienti di trovarne altre maggiori.

I dodici santi dorati erano stupefatti di vedere quei mondi che solo a Kharma ed a Yago erano concessi di vedere… fu proprio quest’ultimo a prendere parola, essendo egli abituato a tali visioni.

"Non lasciate che il sentimento della pietà o della comprensione vi punga il cuore… questo mondo è solo una transizione; non badate ai dannati, concentratevi sulla battaglia adesso."

"Si Yago, lo faremo, andiamo ora, sento il cosmo del Sacro Sigillo affievolirsi di istante in istante."

"Andremo uniti!"

A questa affermazione di Lamax, Kharma rispose con tono deciso:

"Non sono d’accordo cavaliere del Capricorno.."

"E per quale motivo?"

"Il fatto è che se procedessimo tutti insieme saremmo sicuramente più forti, ma facili bersagli… dobbiamo tenere presente il numero assai maggiore del nostro degli Spectre, e se ci trovassero insieme, non so quante possibilità di vittoria potremmo avere…"

"hmmm… forse hai ragione, ma allora che proponi di fare?"

"Ci divideremo, il cosmo del Sigillo è comprensibile a tutti noi, non avremo difficoltà a trovarlo… ma al primo attacco di uno di noi nemmeno gli Spectre avranno la stessa difficoltà di trovarci."

"Quindi dici di confonderli, facendogli sentire i nostri cosmi in posti differenti?"

"Esattamente"

Shion, allora lo guardò e disse:

"Bene cavalieri, ci ritroveremo al sigillo di Athena, almeno uno di noi deve arrivarci per riapporlo nuovamente."

Si diedero tutti la mano, si guardarono negli occhi in quel momento, in quegli occhi così determinati… forse in cuor loro erano già consci di non rivedersi forse mai più; cercavano con ogni mezzo di imparare a memoria ogni volto mai come ora così amico, sarebbero stati, nei loro cuori, i compagni di tutta la vita ed oltre.

"Al sigillo!"

Ognuno prese una sua strada, e si diressero dove sentivano che il Simbolo della Dea stava ancora pulsando.

Agli occhi del cavaliere d’Ariete, le lande della disperazione sembravano proprio il luogo adatto dove combattere una guerra. Era una vasta pianura fatta di sabbia e terra nera, il cielo era oscuro, se cielo si poteva chiamare… nonostante tutto ci vedeva come se fosse giorno.

"Chissà quanto ci metteranno gli Spectre a trovarci…"

Questo era il pensiero che attanagliava la sua mente, mentre camminava verso un’enorme monte davanti a se.

"Cavaliere! Voltati!"

Shion si voltò e vide un avversario in fronte a se… egli gli chiese:

"E tu saresti uno Spectre?"

"Chiamami come vuoi, il mio nome comunque è Giant, tu devi essere un cavaliere d’oro di Athena… Rhadamantis mi aveva accennato del vostro arrivo nell’Ade."

"Di nuovo questo nome… pazienza, vorrà dire che ci affronteremo!"

Shion espanse il suo cosmo, e lo Spectre ne fu intimorito… ma il suo dovere era di fermarlo…

"Bene, cavaliere, alle armi dunque! Pugno di Titano!"

il colpo terribile di Giant arrivò dritto al bersaglio, ma senza nemmeno toccarlo.

"Come è possibile?"

Shion sorrise:

"Come puoi non pensare che io non sia prevenuto agli attacchi, miserabile! Stai affrontando un cavaliere d’oro, un cavaliere che non ha rivali tra i cavalieri! Esecuzione delle Stelle!"

Giant, venne prepotentemente sollevato in aria e fatto ricadere, non avendo nemmeno il tempo di accorgersi dell’accaduto… si ritrovò giacente a terra privo di vita.

"Se fossero tutti così gli Spectre avremo sicuramente una facile missione, ma certamente questi sono solo in avanscoperta, comunque non ho potuto testare la reale potenza di Giant, avendo usato il Muro di Cristallo… vedremo… continuiamo la ricerca."

Pisces stava camminando anch’essa verso quel monte, quando d’improvviso…

"Ma che succede?"

Distingueva benissimo dei movimenti sotto terra che si dirigevano verso di lei… li evitò ad uno ad uno, finchè non sentì una voce:

"Sei abile per essere una donna… brava, ma saprai difenderti da me?"

"Fatti vedere soltanto, e avrai modo di trovare la risposta da te cavaliere!"

Dalla terra uscì quindi uno Spectre con una stranissima armatura, era composta da lunghi arti simili a serpenti.

"Eccomi biondina… sono Laimi del Verme, e sono il tuo rivale"

"Mai nome fu più adatto quindi…"

Pisces rispose con la sua sarcastica ironia di sempre…

"Tu credi? Groviglio di Vermi!"

Partirono alla volta del cavaliere d’oro dei Pesci, e uno degli arti la colpì sull’elmo che cadde a terra. Laimi andò sotto terra per riaffiorare a pochi centimetri dall’angelico viso di lei.

"Allora… cosa intendi fare ragazzina?"

Pisces, con un movimento fulmineo trafisse armatura e cuore dello Spectre, che cadde a terra morente, negli ultimi istanti della sua vita l’unica cosa che vide fu lei che disse:

"Questo!"

Riprese con la sua freddezza il suo elmo da terra e si voltò verso il monte oscuro…

"Troppo facile… è stato troppo facile, non possono essere questi i nostri avversari, un oscuro presagio ci è ancora nascosto."

E riprese il suo cammino verso il Sacro Sigillo di Athena.

Nelle vicinanze intanto anche Lamax aveva di fronte una avversario, ma questa volta era diverso. Lo scontro era già cominciato, ed il cavaliere del Capricorno, nonostante colpisse con rara potenza, veniva continuamente respinto dai colpi di questo Spectre… non era normale, aveva due grandi ali sull’armatura e la sua grazia in battaglia era grande.

"Prima o poi cadrai cavaliere! Excalibur colpisci!"

Ma lo Spectre si levò in volo ed evitò il colpo con grande maestria.

"Non ti sarà facile battere Myu della Farfalla, cavaliere!"

"Questo lo credi tu, le mie risorse non sono di certo finite qui cavaliere!"

Askara sentì il cosmo di Lamax espandersi continuamente:


"E’ la prima volta che sento il cosmo del cavaliere del Capricorno così intenso, devo vedere che succede, la situazione mi preoccupa."

Si diresse alla volta di Lamax e qui vide il cavaliere combattere con Myu.

"Serve aiuto Lamax?"

"Stai indietro Askara, questo Spectre è molto abile, ma ha un punto debole che ho appena scoperto!"

"Cosa? Stai forse delirando cavaliere? Si… dev’essere così io non ho punti deboli, al contrario di te…"

"Ti dimostrerò che la tua arroganza e presunzione è frutto solo della tua convinzione Myu… col tempo ho forgiato un’altra spada identica ad Excalibur… ed ora, la sacra croce di Lamax ti colpirà senza pietà alcuna."

"Ti aspetto cavaliere! Avanti, io non temo rivali!"

Lamax espanse ulteriormente il suo cosmo.

"Colpite Sacre Spade di Athena!"

Partirono due colpi diretti verso lo Spectre, che ancora una volta si elevò in aria per riatterrarvi poco distante.

"Te l’avevo detto cavaliere! Io non ho punti deboli, nemmeno il tuo colpo più forte è riuscito a scalfirmi!"

"Questo lo pensi tu, hai perso Myu, ora indietreggia e cedi il passo se non vuoi morire"

"Cosa vai blaterando, sei forse pazzo?"

Ma in quel mentre le due grandi ali di Myu si frantumarono in mille pezzi…

"Ma che diamine…."

"Te l’ho detto Myu, hai perso, il tuo segreto sta nelle ali, con quelle ti muovi a scatti maggiori della velocità della luce ed attacchi con le tue farfalle della morte… ora sei solo un uomo, la tua Surplice è inutilizzabile e ti reca solo danno… ora.. cedi il passo."

"Mai, io ho un dovere di rispetto verso i generali di Hades e lo attuerò anche donando la vita che il Dio dell’Ade mi ha donato."

"Come vuoi cavaliere, io ti ho avvertito…"

Myu corse incontro a Lamax che lo attendeva con la mano destra sospesa in aria. Un secondo, un vincitore, uno sconfitto… una mano abbassata. Il corpo di Myu giaceva ora a terra privo di vita, Askara era rimasto allibito di fronte alla freddezza del cavaliere suo pari, tanto che Lamax stesso lo noto.

"Non stupirti cavaliere del Toro, abbiamo una missione da compiere per il mondo intero… altre vittime cadranno… alcune anche per mano tua."

Senza cambiare la sua espressione e senza proferire parola i due si avviarono verso il Sigillo. Incontrarono poco dopo Fulgore.

"Cavaliere, anche tu stai bene e mi compiaccio di notarlo."

"Si Askara, ho fatto fuori una decina di cavalieri, ma erano tutti stranamente deboli, che sia tutta qui la loro forza?"

"No Fulgore, ho lottato con uno Spectre molto superiore ai tuoi e sono convinto che ci sia una scala tipo gerarchica negli Spectre."

"Che intendi cavaliere della decima casa?"

"Man mano che ci avviciniamo al sigillo la loro forza aumenta, sarà presso il simbolo d’Athena che i più forti ci attenderanno per cercare di prendere tempo."

"Ho capito, tu pensi che la troveremo anche Rhadamantis?"

"Ci starà aspettando, hanno giocato d’astuzia più di noi, non è servito dividerci, anzi, dovremmo cercare di riunirci tutti e di giungere da loro… vogliono solo aspettare del tempo… tempo utile allo spezzarsi del Sacro Sigillo."

"Andiamo dagli altri dunque."

Partirono alla volta dei santi dorati, finchè non si erano riuniti tutti anche grazie ai poteri telepatici di Shion. Erano ormai ai pressi del Monte Oscuro, la avrebbero trovato il Simbolo della Dea della Giustizia. Si fermarono per un attimo.

"Non so cosa ci aspetti cavalieri, ma dobbiamo essere pronti a tutto"

"Trakis, ho sentito parlare da Caronte, uno Spectre da me sconfitto, che tre grandi Generali difendono strenuamente il sigillo sacro."

"Chi sono Kharma, sai dirci qualcosa in più?"

"Il primo lo avete già sentito nominare: Rhadamantis, poi con lui ci sono Aiace e Minosse; essi sono i custodi ultimi del Limbo Oscuro dov’ora Hades si trova."

Al che Glacius tuonò:

"Tre? Solo tre e noi ci preoccupiamo?"

"Calma la tua ira Glacius, ti ricordo che Rhadamantis ha ucciso Dugar nostro Grande Sacerdote."

Il cavaliere d’Acquario si placò immediatamente; ma Pisces stessa aggiunse:

"Si, hai ragione Kharma, ma comunque noi siamo dodici, vuol dire che quattro cavalieri possono fronteggiare uno di loro alla volta…"

"Non resteremo nei limiti della cavalleria amici."

"Al diavolo la cavalleria Yago, stiamo parlando di salvare il mondo, te lo rammento."

"Stiamo parlando e non stiamo agendo, muoviamoci cavalieri, più tempo passiamo qui, più probabilità ha il sigillo di Spezzarsi."

"Hai ragione Shion, ma lasciatemi solo dire una cosa…. Rhadamantis…. È mio!"

Dauko aveva negli occhi la rabbia più crudele che uomo potesse contenere in un corpo, e l’avrebbe fatta esplodere proprio con l’assassino del suo maestro.

Si avviarono quindi al Sigillo, dopo pochi minuti trovarono quello che stavano cercando… e quello che avevano previsto: I tre Generali di Ade erano li, Aiace e Minosse ai piedi dell’otre che conteneva Hades e Rhadamantis, con aria di superiorità aveva le braccia incrociate e lo sguardo pieno di rancore ed odio alla vista dell’armatura di Dauko.

"Manca poco ormai alla vostra disfatta… preparatevi a morire cavalieri di Athena!"

"Le tue parole sono gocce che cadono in un oceano Rhadamantis… cavalieri andiamo!"

All’incitamento di Tales tutti si buttarono verso il sigillo; gli Spectre assunsero posa da battaglia e cominciò il duello.

VITA E MORTE

Fulgore fece un passo avanti, senza proferire parola, senza dire nulla; si levò il mantello e si fermò tra il gruppo dei cavalieri d’oro e gli Spectre.


"Ho affrontato decine di voi, nemici che solo a parole sembravano imbattibili… spero che siate fatti di altra pasta cavalieri…"

"Ti dimostrerò con i fatti quanto possano valere i generali di Hades…"

"Bene, sarò io il tuo avversario cavaliere, fatti avanti!"

"Conoscerai la collera di Aiace, mortale! Volo di Garuda!"

Il colpo era portato con demoniaca velocità e precisione che nemmeno Fulgore riuscì ad evitarlo e fu innalzato verso il cielo per poi cadere rovinosamente a terra. Aiace quindi disse:

"Ecco qui, un colpo scagliato nemmeno alla massima potenza ed un santo dorato già fuori combattimento… avanti, chi vuole sfidarmi di voi?"

"Devo ammettere che non era male il tuo colpo, ma se pensi di potermi battere con così poco sei pazzo!"

Aiace si voltò e Fulgore era già dietro di lui con il braccio destro all’indietro pronto a caricare il suo colpo migliore

"Illuso! Per il sacro Leo!"

La sfera di luce investì Aiace che fece parecchi metri a ritroso cadendo a terra di schiena e scivolando per altrettanta distanza.

"Non male nemmeno per te cavaliere… ho sottovalutato la tua potenza, ti prometto una cosa: prima che tu muoia per mano mia, mi impegnerò al massimo per far vedere al mio signore quanto valga il suo generale!"

"Non chiedo altro…"

Intanto anche Minosse era impegnato nello scontro con Pisces, essa, nonostante sembrasse fragile combatteva al pari di un uomo, con lo stesso impeto e la stessa cruenta passione; le sue rose volteggiavano nell’aria, ma nessuna di queste sembrava fermare l’ira dello Spectre che infliggeva vari colpi al cavaliere d’oro.

"Morrai Minosse, morrai per mano di un cavaliere d’oro di Athena! Rose nere, colpite!"

Mentre il colpo stava viaggiando verso Minosse egli esclamò con rabbia:

"I tuoi ridicoli fiori non serviranno a fermarmi, è ora di smetterla Pisces, sei un mio avversario e come tale cadrai! Marionetta Cosmica!"

Dei fili dalle mani di Minosse partirono e distrussero prima tutte le rose di Pisces e poi si congiunsero con il cavaliere della dodicesima casa.

"Ma che succede, non riesco a muovermi…"

"Povera piccola… sei inerme ora, il mio colpo segreto mi permette di avere il comando completo sul tuo corpo e sul tuo cosmo…vedi i tuoi amici laggiù? Sarai tua dare morte ad uno di loro!"

"Sei folle, puoi anche torturarmi ma non mi scaglierò mai contro un amico folle!"

"Questo lo credi tu fanciulla…"

E Minosse alzò le mani, muovendo sapientemente i fili dalle sue dita faceva muovere il corpo di Pisces che non riusciva a controllarsi e trasse a lei una rosa bianca.

"Maledizione, cavalieri, allontanatevi, non riesco a controllarmi!"

"Vedi cavaliere, chi faremo morire per mano tua?"

Ad un certo punto Lamax corse incontro a Pisces e vibrò un fendente di Excalibur per spezzare i fili che la legavano a Minosse.

"Non farmi ridere cavaliere d’oro, i miei fili sono parte del mio cosmo, e quindi non materiali, non riuscirai mai a spezzarli a meno che io non li voglia far sparire… e di certo non lo farò!"

"Pisces! Ti aiuterò, abbi fede!"

"Lamax, allontanati da li, ti prego, vattene!"

"Bene, sembra che ci sia del tenero tra voi… mi fate pena cavalieri… bene Pisces, sarà lui la vittima designata!"

"No, ti prego, Lamax scappa non riesco a controllarmi… ti prego…"

Le lacrime sull’angelico volto di lei, era cosciente che non sarebbe stata in grado di controllare il colpo della rosa bianca, mortale anche per chi indossa sacre vestigia. Lamax era fermo, studiava ogni particolare di Minosse, finchè il cosmo di Athena non l’aiuto a capire il segreto dello Spectre.

"Scaglia la tua rosa Pisces, io non la temo."

E si preparò in posa di attacco con le braccia lunghe aperte ai lati del suo corpo.

"Lamax ti prego, il mio colpo ti ucciderà, spostati in nome di Athena!"

"Bene cavaliere, non temi il colpo di Pisces? Allora ricevilo!"

Minosse fece in modo di far lanciare la rosa bianca verso Lamax, il quale rimase fermo e la ricevette in pieno petto.

"Lamax, no!"

"Tutto qui Minosse? Non è abbastanza una rosa per uccidere un cavaliere d’oro! Ma ce ne vogliono due!"

"Ah si? Bhè, ne ho molte a disposizione cavaliere, nel mentre la tua si sta colorando di rosso, fra poco morrai dissanguato"

"Lamax… perché?"

"Non ti preoccupare Pisces, fra poco avrai salva la vita!"

"Tu vaneggi cavaliere, nessuno è in grado di spezzare il mio incantesimo, e quando tu verrai trafitto nuovamente e morrai, i fili che mi legano a Pisces si stringeranno a lei facendola a brandelli! Bene, eccoti il secondo colpo!"

Minosse fece in modo che il cavaliere dei Pesci lanciasse la sua seconda rosa, Lamax restò ancora immobile… e ne fu colpito… ma Pisces cadde a terra, spezzata dal vincolo dello Spectre e si diresse su Lamax che era ora in ginocchio.

"Ma cosa è successo?"

Il cavaliere del Capricorno alzò la testa, e nonostante il sangue gli uscisse colando dal lato destro della bocca sorrise e disse:

"Ho notato il tuo segreto Minosse, quando fai muovere le persone con i tuoi fili sei costretto a concentrarti su di loro e li devi guardare… l’ho visto mentre facevi scagliare a Pisces la prima rosa bianca… ed ora anche tu subirai lo stesso destino!"

"No, non è possibile, io ho ancora il controllo di lei… io…io…"

Lo Spectre cadde a terra, sconfitto, due enormi tagli nel petto lo avevano ucciso. Pisces, china sul suo salvatore lo guardò…

"Perché sacrificarti così?"

"Non si è nemmeno accorto dei miei movimenti e del mio attacco, mentre lanciavi la seconda rosa era troppo concentrato che non mi ha visto nemmeno arrivare… ed ha pagato."

Cadde quindi all’indietro ma Pisces gli blocco la testa.

"Lamax io…"

"Sei bellissima cavaliere…"

… e spirò. Tutti avevano visto la scena ed avevano le lacrime agli occhi, Lamax si era sacrificato per lei e per portare con se Minosse.

"No Minosse!"

Aiace aveva assistito alla sconfitta del suo fratello ed ora la sua collera era immensa. Fulgore cercava di contrastarlo, ma ora non riusciva a distinguere i suoi colpi e ne venne investito con rara potenza.

"La pagherete tutti cavalieri, la pagherete col Sangue!"

Fulgore giaceva a terra, era ormai sfinito, e Glacius era con lui.

"Bene Aiace, seguirai la stessa sorte di Minosse, ora incontrerai la tua fine!"

"E tu chi sei?"

"Sono Tales, cavaliere d’oro dei Gemelli… la tua meta finale!"

"Ah si?… Volo di Garuda!"

Il cavaliere stava per ricevere il colpo quando:

"Esplosione Galattica!"

Le ondate d’aria di Aiace furono spazzate via dl potere del colpo di Tales che cadde a terra tramortito…

"Che impeto cavaliere! Sei di pasta diversa dai tuoi compagni… sarà un piacere ucciderti!"

Tales si girò verso Glacius e gli disse sottovoce:

"Appena mi attaccherà usa il tuo colpo migliore e concentralo sulle sue mani, quando usa il volo di Garuda le alza al cielo, solo allora io lo stringerò alle spalle ed insieme scompariremo nel cosmo ultimo."

"Tales perché"

"E’ ormai troppo che lotto con la mia metà oscura, il colpo che ha ricevuto lo ha scaraventato a terra perché sto cercando di trattenere il buio che è in me… in questo momento ho un cosmo doppio rispetto al vostro, mi sarà facile batterlo, ma se lo facessi senza il mio sacrificio potrei rivoltarmi anche contro di voi e sarebbe la fine"

"Tales…"

"Fai come t’ho detto!"

"Va bene cavaliere… lo farò, a malincuore ma lo farò."

"Bene ricordati Glacius, Athena confida in almeno uno di noi… dobbiamo salvare la terra!"

Al che si girò verso Aiace che si stava rialzando.

"Sono pronto cavaliere, o ti sei forse già arreso?"

"Arredo io? Sei pazzo, non era il mio colpo migliore, ora vedrai la potenza di Aiace! Volo di Garuda!"

Tales si abbassò di scatto e da dietro di lui Glacius aveva già diretto l’anfora dell’energia cosmica in sua direzione

"Scorrete divine acque!"

Il colpo partì dal cavaliere dell’Acquario ed inesorabile si diresse sulle braccia alzate di Aiace, congelandole all’istante; Tales si precipitò alle sue spalle e lo avvinghiò a se bruciando il suo cosmo al massimo.

"Ci perderemo nelle stelle Tales, fermati!"

"Addio amici, salvate Athena e la giustizia! Veglierò su di voi dal paradiso dei cavalieri…"

Ed i due scomparirono nel cielo. Era stata un’azione veloce, di scatto, fulminea… un altro Spectre era stato eliminato, anche se era costata la vita ad un altro santo d’oro… rimaneva lui ora, Rhadamantis, che scese in campo.

Seppur tutti fossero commossi Askara si fece avanti con Kharma e Yago e disse:

"Non possiamo permettere che Lamax e Tales si siano sacrificati per nulla cavalieri, è il momento di mettere fine a questa farsa, Rhadamantis cedi il passo o verrai schiacciato!"

"Quegli Spectre erano ben misera cosa paragonati con me! Vi mostrerò il vero potere del Guardiano del Sigillo… fatevi avanti anche tutti insieme se volete!"

Askara si scagliò alla sua volta ma venne trattenuto da un braccio.

"Askara… Rhadamantis… è mio!"

Dauko si fece largo in mezzo ai santi dorati e si trovo faccia a faccia con il generale di Hades.

"Mi riprenderò ciò che mi appartiene Dauko, le vesti che indossi mi spettano di diritto!"

"Non hai nemmeno il diritto di pronunciare parola a riguardo… preparati a subire la mia ira cavaliere! E quando tornerai da Hades portagli i miei saluti!"

Si misero in guardia l’uno di fronte all’altro, gli sguardi intensi, pieni di rancore quelli di Rhadamantis, pieni di rabbia quelli di Dauko. Gli altri in rispetto tutti intorno a guardarli, contavano sul cavaliere d’oro, solo il destino avrebbe conosciuto l’esito della battaglia… fatto sta, che ora i due si preparavano a lottare con tutta l’anima, e lo sconfitto non sarebbe sopravvissuto.


4° capitolo

HYPNOS E THANATOS



"A te cavaliere dono le vesti della Bilancia, ne sei degno custode ora. Abbine cura e sii fedele sempre alla tua Dea ed ai valori della cavalleria. Vai ora Dauko… custode dorato."

Il pensiero del cavaliere della settima casa era sulle parole di Dugar, suo maestro e Grande Sacerdote nel vedere il suo avversario. Rhadamantis aveva sul viso un sarcastico sorriso, probabilmente era conscio della sua superiorità ed il giovane Dauko era, secondo lui, troppo inesperto sulle affinate tecniche di combattimento.

"Rhadamantis, farò risuonare altisonante il nome e l’orgoglio del mio maestro che tu hai ucciso"

"…e con altrettanta freddezza ti manderò dritto fra le sue braccia pivello!"

"Bada cavaliere, la differenza delle nostre armature farà la differenza, per quanto potente sia la tua Surplice, non può essere paragonata ad una sacra veste"

"Pazzo, di certo non mi baso sulla mia corazza, ma dal potere conferitomi dal mio vecchio maestro, aumentato dal Dio di Ade… come pensi di difenderti cavaliere?"

"Attaccando! Colpo dei Cento Draghi"

Il colpo di Dauko si infranse sulla mano aperta dello Spectre, il quale, tenendo saldamente il pugno del cavaliere della Bilancia nella sua mano con tono arrogante disse:

"Come puoi pensare di sconfiggermi con colpi che io stesso saprei lanciare meglio di te? Non ricordi forse che ciò che Dugar conosceva, lo conosco anch’io… la nostra differenza è palese Dauko, pagherai con la vita la tua insolenza!"

Strinse ancora più forte la mano e se non fosse stato per l’armatura d’oro probabilmente il pugno di Dauko si sarebbe spezzato; lanciò il cavaliere della Bilancia in aria lontano e questo ricadde a terra. Tutti rimasero colpiti dal potere dello Spectre, in effetti, era come combattere contro un cavaliere d’oro loro pari. Dauko comunque si alzò e si volto alla sua volta sempre più determinato.

"Con che coraggio osi affrontarmi cavaliere della Bilancia? Te l’ho detto, non puoi essermi rivale, mi muovo alla vostra stessa velocità, sono potente quanto voi, se non fosse per la mia Surplice sarei proprio come voi."

"Non dire bestemmie Rhadamantis, noi siamo nel giusto e noi vinceremo, non hai speranze Spectre! Colpo dei cento draghi!"

Mentre il colpo viaggiava verso il cavaliere oscuro egli urlò:

"Ancora non capisci? Grande Guardiano!"

La tecnica di Dauko venne assorbita da Rhadamantis e riscagliata al cavaliere d’oro con inaudita potenza, esso investito in pieno cadde colpito.

"Una tecnica simile al mio Muro di Cristallo con la variante che ritrasmette l’energia del colpo a chi lo lancia… incredibile!"

Shion era sorpreso di tale tecnica, come avrebbe potuto il cavaliere della settima casa tenere testa allo Spectre? Ma egli ancora si rialzò, con lo stesso sguardo, con la stessa passione.

"Adesso basta giocare Rhadamantis… sono stufo di te… Colpo dei cento draghi!"

"Vuoi forse suicidarti cavaliere, te l’ho già fatto vedere una volta… non esiterò a toglierti di mezzo! Grande Guardiano"

Di nuovo la stessa scena, Dauko a terra e Rhadamantis fermo con le mani unite protese in avanti.

"Ma … cosa?"

L’armatura dello Spectre era danneggiata all’altezza del torace, il colpo di Dauko l’aveva preso in pieno e colto di sorpresa.

"Come diavolo hai fatto cavaliere? Come hai fatto a colpirmi, ho assorbito il tuo colpo, non puoi avermi preso, è impossibile!"

"Ho trovato la maniera adatta Rhadamantis, e continuerò a farlo finche non cadrai!"

Dauko si alzò, il sangue colava copioso dalla fronte ed una riga rossa gli segnava crudelmente il mento. Non avrebbe resistito per molto… accortosi di questo Rhadamantis calcò la mano.

"Bene, sembra che tu sia vicino all’ottavo senso se riesci a colpirmi, ma stai bruciando troppo cosmo e troppe energie… per attaccare me devi farti investire dai miei colpi e non reggerai a lungo cavaliere… che vuoi fare dunque?"

"Continuare… continuare a lottare… Colpo dei cento draghi!"

"Incauto, a te allora! Grande guardiano!"

Nuovamente a terra… più ferito, più stanco… ma sempre più determinato il cavaliere d’oro. La crepa nell’armatura di Rhadamantis si stava ingrandendo, egli pensò:

"Non so come faccia a colpirmi, di certo non con il suo colpo segreto, viene completamente assorbito dal mio, ma allora con cosa attacca?"

"Spectre di Hades, conoscerai la sconfitta…"

"Stenti a reggerti in piedi cavaliere, e tu vorresti sconfiggere me? Lo ammetto, la tua velocità è elevata e superiore alla mia, ma ciò non ti salverà… non pensare che la mia tecnica sia solo difensiva, non ti ho ancora mostrato il mio attacco."

"’aspetto con ansia Spectre…"

"Vedo che l’ironia non ti manca anche in punto di morte… addio Dauko. Furore di Wyburn!"

Dalle mani protese in avanti uscì un turbine di fuoco di intensità di calore tale come il nucleo del sole. Dauko rimase immobile e scrutò il vortice di fiamme avvicinarsi.

"Esecuzione d’Aurora!"

Dalla parte opposta Glacius, non avendo più resistito e vedendo il cavaliere della Bilancia in seria difficoltà intervenne con un colpo pari allo zero assoluto e le energie fredde e brucianti si annullarono a vicenda.

"Come osi cavaliere?"

"Glacius, lascialo a me, l’ho in pugno…non intervenire più."

"Ma Dauko io…"

"Lasciami fare, ormai so come sconfiggerlo."

"Farò come tu vuoi cavaliere."

"Tu sai come sconfiggere me? Avanti provamelo!"

"Mi basta solo che tu rilanci il tuo colpo e sarà la tua fine cavaliere."

"Ti accontento subito sbruffone, muori Dauko! Furore di Wyburn!"

Ripartì lo stesso colpo che investì il cavaliere della Bilancia che cadde stavolta tramortito ai piedi di Fulgore, che grazie al suo cosmo, cominciò a curarlo immediatamente.

Dall’altra parte, dalla bocca di Rhadamantis usciva del sangue…

"Non ci credo… io… sconfitto?…"

E cadde di schiena, rivelando agli occhi di tutti che nella crepa che Dauko aveva costruito sul suo torace, ora vi era conficcato uno dei suoi Tridenti dorati.

"Come hai fatto Dauko?"

"Kain, l’avevo detto all’inizio della battaglia, grazie ad Athena ho raggiunto quasi l’ottavo senso, la rabbia per la scomparsa del mio maestro era grande… tutto insieme ha creato in me la forza necessaria per combattere. Mentre lanciava il suo Grande Guardiano, dei semplici pugni hanno fatto la differenza."

"Non ti seguo cavaliere…"

"La mia armatura d’oro contro al sua… la resistenza della sua Surplice contro il materiale divino delle nostre vestigia… questo ha provocato la crepa nella sua corazza. E poi, grazie a Glacius ho avuto modo di vedere che nel suo colpo di attacco, intorno al turbine di fuoco c’era un vuoto; ho pensato che se avessi scagliato il tridente perfettamente al centro di esso lui non l’avrebbe visto arrivare, e per fortuna così è stato."

"Ingegnoso Dauko, ma ora fatti curare le ferite ti prego"

Fulgore stava curando il cavaliere della Bilancia, Shion dunque disse:

"Cavalieri, li davanti a noi c’è il sigillo di Athena, non perdiamo tempo, dobbiamo riapporlo nuovamente, ho con me l’armatura della Dea… avanti."

"Ti seguiamo."

Giunsero davanti all’otre che conteneva il Signore dell’Ade, qui Kharma e Pisces tenevano le vesti di Athena vicino al simbolo sacro… ma quando stavano per richiuderlo... una luce fortissima uscì dal vaso finemente ornato e i cavalieri d’oro si ritrovarono a parecchi metri di distanza tutti storditi.

"Ma che è successo?"

"Forse ce l’abbiamo fatta Kharma, magari si è richiuso!"

"Temo di no cavaliere dei Pesci… guarda li."

Pisces alzò lo sguardo alle parole di Kain, e rimase allibita tanto quanto gli altri nel vedere due gemelli, due cavalieri identici se non per il colore dei capelli e degli occhi… anche loro indossavano armature oscure, ma il loro cosmo era smisuratamente enorme, tanto che sovrastava tutti quelli dei cavalieri d’oro.

"Chi mai possono essere costoro?"

"Non lo so Yago, ma sicuramente sono rivali…"

"Li affronteremo allora Askara"

I due cavalieri si stavano guardando attorno, sembravano addirittura spaesati finchè uno disse all’altro:

"Dove siamo dunque Thanatos?"

"Credo che ci troviamo nelle lande del dolore nel mondo di Ade Hypnos, ma il nostro Signore dov’è?"

"Guarda il sigillo fratello!"

"Incredibile, è ancora semi integro… pazienza, vorrà dire che lo toglieremo noi…"

A sentire i loro nomi a Yago vennero dei brividi lungo la schiena, e si voltò verso i suoi compagni:

"Rammentate ciò che vi dissi in Grecia riguardo i Semidei?"

"Come dimenticarlo Yago"

"Ce li abbiamo davanti…"

Thanatos notò i cavalieri d’oro… era abituato ai Campi Elisi, e non aveva fatto caso a loro… erano troppo insignificanti.

"Hypnos, fratello, chi sono quelli umani?"

"Non lo so, ma dalle vesti sembrano fedeli ad Athena, se non sbaglio quelle sono le vesti dorate dello zodiaco create da Zeus stesso all’alba dei tempi… andiamo da loro Thanatos"

I due si avvicinarono ai cavalieri d’oro e subito Askara si mise sulla difensiva e li ammonì:

"State indietro cavalieri o combatteremo!"

Al che Hypnos si girò verso Thanatos e disse:

"Fratello, ci sono dunque ostili, pensi che dovremmo affrontarli?"

"…e sprecare inutili energie? Non fare ironia Hypnos"

I cavalieri d’oro si guardarono allibiti

"Cavaliere, come ti permetti di sminuirci così, abbiamo sconfitto i generali preposti alla guardia del Sigillo sacro, e faremo lo stesso con voi!"

Il tono di Askara era ora pieno di collera verso quelle figure così uguali.

"Hai sentito Hypnos? Hanno sconfitto Aiace, Minosse e Rhadamantis, dobbiamo preoccuparci?"

E sorrise ironicamente, alzò un braccio e lo punto verso Askara e disse quasi silenziosamente:

"Oscuro Seguace vai…"

Dalla mano di Thanatos partì alla volta del cavaliere del Toro un fascio di luce nera che avvolse completamente il suo corpo… ciò che videro i cavalieri fu terribile:

"Dal corpo di Askara videro uscire la sua stessa immagine in trasparenza ed essere dissolta nel nulla da un ombra armata di falce. Alla scomparsa di questa presenza eterea, il corpo del custode della seconda casa cadde tra la fredda sabbia nera delle Lande dell’Oblio.


Subito Kain gli fu vicino:

"Cavaliere, Askara… riprenditi… ti prego!"

Ma Thanatos tuonò:

"Stai parlando ad un corpo senz’anima cavaliere… come puoi pretendere che ti ascolti? È come parlare ad un pezzo di marmo…"

E sorrise.

Era infatti così, Askara era morto… di una morte cruenta e non aveva avuto nemmeno la possibilità di contrattaccare.

"Bene, ora basta giocare, siamo stufi di vedervi in questa terra del nostro Signore… vi cancelleremo con estrema facilità, non potete essere pari a degli Dei!"

"Esatto fratello, in più fra poco il sigillo di Athena sarà spezzato e Hades camminerà ancora fra i viventi e non… e voi sarete suoi schiavi!"

"Lo vedremo cavalieri, Cuspide Scarlatta!"

il colpo di Kain si infranse prima di arrivare ai Semidei…

"Ben misera cosa cavaliere… non spererai certo di batterci con queste sciocchezze vero? Puoi fare di meglio spero no?"

E Hypnos creò un onda d’urto che si diresse verso Kain, che con maestria ed agilità lo evitò.

"Ecco… appunto, sapevo che potevi dare di più…"

"Il tuo inutile sarcasmo sarà la tua rovina cavaliere! Per ciò che hai fatto ad Askara non c’è punizione che la Morte!"

"la morte cavaliere d’Ariete? … io sono la Morte! Io sono immortale e controllo la vita stessa, sono io la fine, la meta di tutti gli esseri viventi… e tu vorresti dare morte a me?"

"Combatterò Thanatos, non mi tirerò indietro e avrai modo di accorgerti che la tua superiorità è solo dettata da un impulso divino e nulla più… esternamente sei un essere umano ed altrettanto fragile come uno di essi."

"E tu… miserabile… riuscirai ad avvicinarti abbastanza senza prima perire?"

"Questo non lo so, ma di sicuro anche se mi costasse la vita ci proverò!"

Ed eccoli, maestosi, impassibili, un Dio contro un uomo, la Morte contro una missione per la vita… Athena contro Hades.

Coraggio Shion, per la giustizia!


5° capitolo

GLI ULTIMI BALUARDI



Erano ora di fronte il cavaliere d'Ariete ed il Dio della Morte, in disparte a guardare la scena Hypnos e gli altri santi dorati; lo scontro era ormai inevitabile, Shion non era uomo di molte parole, preferiva le azioni dirette… e così che attaccò per primo.

"Esecuzione di Stelle!"

Il colpo partito alla volta di Thanatos lo trovò con un sorriso stampato sulle labbra…

"Ottimo attacco cavaliere, ma nulla puoi contro la potenza di un Dio!"

e lo stesso colpo si infranse sul suo corpo spegnendosi in un piccolo spostamento d'aria e nulla più.

"Maledetto, riuscirò comunque a colpirti con il mio colpo migliore: Estinzione di Stelle!"

il Dio quindi sogghignò.

"Ti ho già avvertito Shion, la mia pazienza ha un limite"

e con ampio gesto delle mani dissolse il miglior colpo del cavaliere d'Ariete.

"Sei tu a dover temere per la tua vita! Trema Shion, hai di fronte un Dio, tienilo a mente!"

E dalla mano tesa verso di lui una piccole nube nera prese la forma mortale di un teschio, gli occhi, seppur inespressivi di lui, facevano presagire un destino di morte…

"Presagio di Morte!"

Il colpo partì alla volta del cavaliere di Athena, il quale restò impietrito dalla potenza e dalla velocità del colpo di Thanatos. Egli fece solo tempo ad alzare un braccio d'istinto per coprirsi il viso. Quando lo riabbassò, accortosi che il colpo non l'aveva centrato, vide Dauko innanzi a se con il suo scudo proteso a difesa.

"Immagino Dauko, che le armi della Bilancia siano fatte ed intinte col sangue della Dea, non avrebbero altresì resistito alla potenza del mio colpo,"

"Dici bene cavaliere, le armi che le mie vesti possiedono sono uniche ed indistruttibili, nemmeno Hades riuscirebbe a piegare la loro potenza!"

"Poco male cavaliere… i tuoi scudi sono due soltanto, Hypnos ancora non si è mosso e dimmi ora… come farai a difendere tutti?"

e rise…

Glacius si avvicinò a lui e gli disse:

"Non preoccuparti Dauko, le tue difese non ci serviranno, abbiamo pensato insieme, non importa se moriremo ma l'importante sarà estirpare alla radice la divinità che alberga nei loro corpi…"

"Che intendete fare… cavaliere… non vorrete…"

"Si cavaliere della Bilancia, non ci è rimasta altra risorsa che questo… il colpo proibito… l'Urlo di Athena!"

"Cavaliere, rischiate di annullarvi a vicenda con lui…"

"Lo faremo per amore verso la nostra Dea e per permettervi di agire contro Hypnos…"

"Glacius.. io…"

"Non indugiare oltre, siamo tutti pronti a morire, anche tu… ci rivedremo nei Campi Elisi."

"Si… fratello!"

Il cavaliere d'Acquario si allontanò e raggiunse Yago Kain e Kharma.

Thanatos era ora innanzi a loro, con tono minaccioso egli espanse il suo cosmo e disse:

"Finora ho solamente scherzato cavalieri, riconosco in voi l'ardore e la devozione verso Athena, ma ciò non servirà a salvarvi da me!"

Il suo cosmo cominciò a manifestarsi sui palmi delle mani e a prendere l'orribile forma di un teschio.

Dauko allora disse:

"Tu credi che usando lo stesso colpo di prima, riuscirai a colpire?"

"E chi ti dice che sia lo stesso colpo… verme… Mietitore di anime!"

Il colpo esploso da Thanatos viaggiava verso Dauko, Pisces, vedendo in esso un potere Divino capì che avrebbe ucciso il cavaliere della Bilancia, nonostante le sue difese… non poteva fare altrimenti…

Il colpo del Dio della morte non raggiunse mai il custode dorato della settima casa… quand'egli abbassò lo scudo, vide il corpo del cavaliere dei Pesci a terra, coi lunghi capelli biondi sulla nera sabbia dell'Ade il volto sempre angelico ed un piccolo, umile, grande sorriso.

Dauko le fu subito addosso

"Pisces, rispondimi, Pisces… ti prego!"

Ma nessuna risposta arrivò dal corpo esanime di lei… il cavaliere della dodicesima casa giaceva ora a terra, le lacrime uscirono copiose dal volto del cavaliere della Bilancia.

"Come… come hai potuto cavaliere? Come hai potuto abbattere la tua violenza su una donna, potevi fermare il colpo, perché… perché non lo hai fatto?"

"Uomo o donna non importa, noi siamo ben al di sopra, noi siamo Dei, voi siete i nemici… voi dovete morire!"

Dauko allora alzò il capo che era rimasto chino sul corpo armonioso di lei, e rivelò due occhi quasi trasparenti… il fatto colse di sorpresa anche Thanatos.

"Quegli occhi…"

"Thanatos, hai destato in me la parte che ho sempre soppresso, quella di cui anch'io temo perché non posso controllarla… quella parte oscura che si chiama… ira!"

Detto questo urlò e si scaglio contro i l Dio della Morte, che creò una barriera col suo cosmo che si sbriciolò al solo passaggio di Dauko. I colpi cominciarono a volare uno dietro l'altro e il Dio, inerme, subiva tutta la potenza del santo dorato; egli mentre colpiva diceva:

"Non potevi fare questo, la pagherai con la vita! Troppi hanno sofferto e sono caduti per mano vostra, troppi sono pronti a morire per farvi tornare nel limbo… come hai potuto colpire una donna, come hai potuto scagliare violenza contro una fanciulla la quale aveva l'unica colpa di essere devota e fedele ad Athena!!! Colpo dei Cento Draghi!"

Il colpo fece volare Thanatos lontano contro una parete rocciosa, frantumandola al contatto con il suo corpo. Rimase stordito dai colpi ricevuti e dalla potenza di Dauko. Rialzandosi disse:

"Non male cavaliere! Hai saputo padroneggiare l'ottavo senso… ma per un periodo troppo limitato; noi invece ne siamo padroni e dimmi ora, che farai data la tua inferiorità? Preparati a morire, stavolta non ti salverai dal mio colpo; Mietitore di…"

Ma una freccia d'oro trafisse la sua mano.

"Il cavaliere della Bilancia ci ha ridato la speranza che si era assopita nei nostri cuori, cavaliere! E non solo le sue armi sono forgiate da Athena!"

"Trakis, come osi?"

Il cavaliere corse incontro allo Spectre:

"Per il sacro Sagitter!"

Una tempesta di palle di energie viaggiavano verso Thanatos il quale, con enorme maestria, li evitò ed appena a terra lanciò il suo colpo:

"Oscuro Seguace!"

Ma Trakis non era più di fronte a lui…

"Ma dove…?"

"Sono qui!"

Thanatos rivolse lo sguardo in alto, verso il cielo, e qui vide il cavaliere del Sagittario che, grazie alle proprietà della sua armatura, era in volo.

"Per il sacro Sagitter!"

Il colpo di Trakis, lanciato dall'alto aveva effetti devastanti ed investì lo Spectre in pieno, facendolo cadere rovinosamente a terra.

Yago quindi esultò

"E' fatta!"

Ma Thanatos si alzò di scatto con gli occhi brillanti e pieni di cosmo.

"Nessuno può uccidermi, nessuno lo farà! Mietitore di Anime!"

Il colpo viaggiò verso il custode della nona casa il quale, in aria, non essendo troppo veloce, subì il colpo in pieno petto e cadde al suolo tramortito, prima di toccare terra, Thanatos gli corse incontro, lo fermò a mezz'aria con una mano sul torace.

"Addio cavaliere! Oscuro Seguace!"

La stessa sorte toccata ad Askara, la subì anche Trakis del Sagittario, il quale cadde ora a terra privo di vita.

"Basta adesso!"

"Yago che intendi fare?"

"Lo vedrai"

Yago, Glacius e Kain erano ora in posizione d'attacco, mentre Fulgore cercava di curare in fretta Dauko e Shion dell'Ariete.

"Volete forse attaccarmi in tre? Fate pure! Non mi scalfirete nemmeno."

"Dauko ti ha colpito rivelando la tua mortalità, perirai ora per mano della stessa Dea della Giustizia!"

"Provatelo cavalieri, ma non starò fermo ad aspettarvi, preparate a ricevere il mio colpo alla massima potenza!"

"E sia cavaliere, preparati al peggio!"

"Siete folli, nessuno di voi ha il dono del cosmo ultimo, nessuno di voi può impedirmi di reagire!"

Ma alle sue parole si sentì bloccato alle spalle.

"Chi sei?"

"Kharma, cavaliere della Vergine e possessore dell'ottavo senso… come vedi, sei spacciato ora."

"Maledetto, ma non avrete vita facile lo stesso…"

Glacius quindi urlò:

"Per la nostra Dea, avanti cavalieri!"

"Andiamo fratelli!"

"Urlo di Athena!!!"

Gli sguardi fieri, gli occhi pieni di amore verso Kharma, che sapeva sarebbe scomparso ugualmente, anche se Thanatos fosse sopravvissuto. Ma il fato volle portare un raggio di luce immensa nei cuori dei cavalieri d'oro sopravvissuti…

La luce sparì e al ritorno normale del senso della vista, ciò che trovarono i cavalieri fu loro di meraviglia: un Dio, un Semidio come Thanatos, signore della Morte, ora non c'era più, non esisteva più ed il suo cosmo era scomparso… purtroppo insieme a quello di Kharma, che con l'ausilio del cosmo ultimo lo aveva obbligato ad esporsi all'Urlo di Athena.

Kain, Glacius e Yago caddero a terra stremati, Fulgore Shion e Dauko erano in piedi, anche loro visibilmente stupiti ed increduli. Lo stesso Hypnos rimase sorpreso di un colpo Divino.

Ma fu egli stesso ad interrompere quel momento.

"Sembra giunta l'ora che sia io ad intervenire… detesto i metodi violenti di mio fratello Thanatos, alle volte anche in modo dolce si può uccidere, e molto più velocemente di quanto si creda…"

Fulgore scatto in piedi, e si rivolse verso il Dio del Sonno.

"Già uno di voi è caduto, non temere, lo seguirai presto…"

"Parole di scherno le tue, cavaliere del Leone, ma non mi tangono.. anche se Thanatos è caduto non vuol dire che le nostre risorse siano finite… il vostro magistrale colpo è stato efficace, lo ammetto, ma cosa vi ha portato? Tre di voi giacciono in fin di vita per l'eccessivo sforzo, ed ecco ciò che succederà loro! Urlo di Morfeo!"

Un suono, assordante come l'esplosione di un universo e silenzioso come il cosmo di un Dio si abbattè sui tre cavalieri a terra. Dai loro corpi uscirono le loro figure trasparenti, le loro immagini spirituali…le loro anime. I cavalieri d'oro erano sbalorditi. Le anime seguivano l'ombra di un uomo dal volto molto triste, ma bellissimo; in mano stringeva una Lira e da qui quel suono che ora si era fatto musica usciva, egli si avviava verso la bocca di Ade… questa era la meta ultima del loro viaggio… i tre cavalieri d'oro, non erano più su quel piano astrale.

"Come vedi Fulgore, ho fatto fuori tre cavalieri senza nemmeno sporcarmi le mani… e tu verme, che vorresti fare?"

"io… io ti ucciderò per Athena! Per il Sacro Leo!"

Le maglie concatenate dei suoi colpi stavano per raggiungere lo Spectre quando questo aprì le braccia e disse:

"Riflesso Onirico"

Il colpo di Fulgore venne assorbito e riscagliato al cavaliere della quinta casa potenziato, il quale volo a terra… ma subito si rialzò. Shion commentò:

"Usa una tecnica simile al mio Muro di Cristallo, ma allo stesso tempo efficace come il Grande Guardiano di Rhadamantis, è un avversario temibile."

"Fulgore! Ora hai ricevuto un colpo pari al doppio di quello che hai lanciato tu, ma non rifarlo di nuovo o te lo risceglierò alla massima potenza indietro, e cioè quasi a quella Divina!"

"Non importa cavaliere! Non importa come si muore, i miei fratelli me l'hanno dimostrato in questa giornata infausta, ma l'importante è per cosa si muore. Se il mio sacrificio darà la possibilità di far vedere ai miei compagni il tuo punto debole, allora sarà una morte più che gradita ed io avrò degnamente svolto il mio compito di cavaliere d'oro!"

"Vaneggi cavaliere! Il mio scudo non ha punti deboli!"

Fulgore si rivolse a Dauko:

"Ora lo colpirò, stai attento alla sua mano destra, colpiscila con il tuo scudo, il suo scudo parte da li seppur sia rotondeggiante"

"Fulgore, ma così facendo perderai la vita, ed in due non potremmo mai rieseguire l'Urlo di Athena!"

"Non ne avrete bisogno, tutti si sono sacrificati perché nutrono fiducia in voi amici, e poi l'Urlo di Athena ora è stato già visto dal Dio del Sonno, sarebbe uno spreco di forze… ora alzati Dauko e rimembra ciò che ti ho detto."

"E sia.. fratello"

Quindi si rigirò verso Hypnos:

"A noi cavaliere! Per il Sacro Leo!"

"Pazzo… Riflesso Onirico"

Mentre Fulgore lanciava il suo colpo disse:

"Ora Dauko!"

Il cavaliere della Bilancia lanciò il suo scudo sulla mano destra della Surplice dello Spectre frantumandola, ma Hypnos riuscì ugualmente a rispedire il colpo al cavaliere del Leone con una forza tale che fu fatale per il santo dorato.

Prima di spirare, Fulgore disse:

"fratelli, a voi ora la difesa di Hypnos è in frantumi…. Arrivo da te, mia dolcissima Madre."

Hypnos alquanto meravigliato sorrise.

"E' vero, con audacia e con sacrificio la mia difesa è in frantumi, ma i miei attacchi non sono di certo terminati."

I due cavalieri d'oro rimasti si guardarono in faccia, i volti erano ormai sereni, non sentivano più il dolore, non sentivano più nulla… c'erano solo loro e Hypnos… Athena e la salvaguardia da Hades.

"Shion, prendi queste armi, ti serviranno."

Dauko passò le due spade della Bilancia a Shion, ed egli stesso prese il tridente rimasto per offendere.

"Bene, le vostre armi sono immuni agli attacchi, ma i vostri corpi no… non potrete attaccare e difendere allo stesso tempo… e quella sarà la vostra fine cavalieri!"

Telepaticamente Dauko disse a Shion.

"Dobbiamo giocare ora il tutto per tutto, ho notato che nonostante i colpi ricevuti dagli Spectre, le nostre armature e quelle dei nostri fratelli non si sono scalfite. Ora ascoltami bene, c'è un solo modo per provare ad attaccarlo con successo, ma se sbaglieremo anche solo di una frazione di secondo moriremo e per il mondo sarà la fine di tutto."

Si parlarono per pochi istanti ancora.

La strategia di Dauko venne approvata da Shion e si misero in posizione di attacco, ma senza lanciare alcun colpo.

"Bene, vi vedo decisi, allora mettiamo alla prova il vostro ardire… addio Cavalieri! Onda del Sogno!"

"Adesso Shion!"

Le armature si scomposero di fronte a loro ed il colpo di Hypnos si infranse su di esse, passò un secondo solo, uno soltanto… lo Spectre era girato verso le armature. Shion e Dauko erano alle sue spalle, girati nel senso opposto al suo, spogli delle proprie vesti. Il cavaliere d'Ariete aveva le braccia aperte verso l'esterno e brandiva ancora le spade donategli dal cavaliere della Bilancia. Il cavaliere della settima casa piantò il tridente a terra, sempre dando al Dio del Sonno le spalle.

Hypnos si girò, lo sguardo era perso, la sua Surplice rivelava due grandi squarci all'altezza del torace ed un buco all'altezza del cuore. Lo Spectre non disse nulla, si inginocchiò dapprima e cadde faccia a terra al suolo smaterializzandosi poco dopo sotto gli occhi dei due eroi.

Ce l'avevano fatta, i Guardiani di Hades erano sconfitti.

Ma all'improvviso l'otre dov'era apposto il Sacro Sigillo cominciò ad emettere luce ad intermittenza, sempre più forte, sempre più intensamente…

"Presto Dauko, La statua di Athena!"

Dauko la passò a Shion che corse verso il vaso Sacro. Fece appena in tempo ad apporlo che una luce bianca fortissima li investì in pieno, facendo sparire a loro la vista… che Hades sia dunque tornato nel mondo di Ade?


6° capitolo

EPILOGO



Quando la luce svanì, si accorsero di non essere più nel mondo della morte.

"Queste colonne… Shion, siamo al Santuario al Grande Tempio!"

Shion si alzò, la ferita era scomparsa, e vide Dauko meravigliato a ridere e piangere… la commozione era troppa perché la seria espressione del cavaliere d’Ariete restasse tale… scoppiò in un pianto liberatorio abbracciando Dauko sul fare della sera, sull’ingresso del Santuario.

Forse pianse per i suoi valorosi amici caduti in battaglia, forse per la disperazione e la gioia di aver mantenuto fede ad Athena.

D’un tratto un cosmo caldo, forte, come un ulteriore abbraccio aggiunto a quei due, dall’altare del Santuario una figura di donna… la Madre, la Dea… Athena!

I due caddero in ginocchio con le gote rigate dal pianto. Dauko non aveva la forza di pronunciare parola; Shion disse solo:

"Perdonaci…"

Athena, sorridendo disse loro:

"Figli miei, avete compiuto l’impossibile, avete dato prova del vostro valore, ed i vostri fratelli sono con me nei Campi Elisi e da li vi offrono tutto il loro amore.

Ma la vostra missione non è compiuta. Un’altra schiera di santi dorati scenderà sulla terra perché una nuova minaccia verrà in futuro. Quindi Dauko, cavaliere della Bilancia, a te affido la custodia dell’otre di Hades, che custodirai ai cinque picchi…in più ti farò dono di un potere che farà invecchiare il tuo corpo normalmente esteriormente, ma ogni anno sarà per te solo come un giorno. Vai e siine fiero Figlio mio!"

"Grazie Madre, sarò degno custode!"

"A te Shion, cavaliere d’Ariete, il compito di riformare l’ordine dei cavalieri d’oro e di trovare la bambina nel quale mi reincarnerò nell’avvenire, per fare questo avrai bisogno di tutte le tue capacità e del massimo rispetto dai santi dorati; per questo da oggi sarai il Grande Sacerdote di Athene."

"Grazie Madre, sarò degno Oracolo!"

Athena sorrise di nuovo, li accarezzò sul volto come per asciugare quelle perle che sgorgavano dai loro occhi, quei giovani volti ora pieni di felicità e di responsabilità trovavano finalmente conforto.

La Dea si voltò:

"Vi amo tutti e sempre figli miei…"

E delicatamente la sua immagine sparì nel nulla, lasciando due eroi ancora inginocchiati.

Ciò che fu in seguito… è ancor oggi storia!

Edited by Miremar91 - 1/5/2008, 22:28

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